Solyanka: contro il gelo delle vacanze a Mosca.

Come succede col vino: se lo bevi quando è troppo freddo, anche il migliore dei vini, c’è poco da immergersi per tentare di capire. Il freddo blocca e costipa, annulla le sfumature e incapsula sia il bello che il brutto… e così il vino non lo indovini, non lo cogli, forse nemmeno lo ami come dovresti. Dev’essere successo questo in Russia, il grande freddo che non trovavo modo di arginare… e magari anche un po’ l’influenza, la mia, arrivata con un timing perfetto all’atterraggio dell’aereo a Mosca. Ho appena riletto due pagine scritte laggiù in una notte di mezza insonnia e raffreddori vari… ho ritrovato quasi dell’astio. Mio dio quanto posso essere tranchant quando voglio. I russi che non mi sorridono mai, che non mi aiutano con il loro cavolo di cirillico, che non mi aiutano a camprenderli… parole che vanno assolutamente riviste e corrette, soprattutto contestualizzate. Perché non puoi abbracciare se non conosci l’abbraccio. E non puoi nemmeno sorridere, esattamente per lo stesso motivo. Pezzi di storia gravosa che pesano come un macigno, le temperature ostili e quella strana luce del giorno… mai ben definita o definibile. Io di certo non potrei viverci, ci sono luoghi che puoi amare da subito… ed altri no. Però mi capita spesso di sotterrare la delusione del momento e d’iniziare ad amare poi… attraverso un libro, un film, un ricordo ripescato o una zuppa che non è solo una zuppa. E’ la sacrosanta necessità di nutrirsi senza stare a pensare ai convenevoli tipici di chi ha già la pancia mezza piena. Per quelle volte in cui devi assolutamente scaldarti l’anima.

Solyanka, zuppa russa di carne

per 4 persone:

500 g di manzo a cubetti
250 g di prosciutto a cubetti
3 L di brodo di carne
5 cipolle
60 g di burro
3 cetrioli sottaceto
3 pomodori
1 manciata di funghi a fettine
4-5 wurstel a fettine sottili
1 manciata di olive nere snocciolate
2 limoni
sale e pepe

In una casseruola, riunite la carne, il prosciutto, il brodo, il sale ed il pepe; mettete sul fuoco e portate ad ebollizione. Schiumate man mano fino a che il brodo risulterà completamente limpido. Abbassate la fiamma e lasciate cuocere per 2 ore (la carne deve risultare decisamente tenera). Sbucciate e affettate le cipolle e saltatele, in padella, con la metà del burro previsto fino a renderle dorate. Sbucciate i cetrioli, scartate i semi e tagliate a fettine. Trasferiteli in padella con le cipolle e cuocete per due minuti. Sbucciate i pomodori e tritateli (eliminate i semi). Uniteli alle cipolle e lasciate cuocere per 10 minuti. A parte, fate saltare i funghi nel burro rimasto. Nella casseruola con la carne, trasferite tutte le verdure appena preparate e i wurstel affettati: amalgamate con cura e aggiungete anche le olive. Aggiustate di sale e guarnite con fette di limone e cucchiai di panna acida… e portate in tavola con del pane nero di segale.

Scritto da Precisina in Secondi con carne, Zuppa

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7 Commenti in “Solyanka: contro il gelo delle vacanze a Mosca.”

  1. Rossella ha scritto:

    Che zuppa! E che freddo che fa sentire.
    Spero che l’influenza sia un ricordo russo e basta.

  2. cicho77 ha scritto:

    Ci hai messo dentro una sacrosanta verità e solo chi si gode pienamente quello che mangia può capire.
    Il cibo non serve solo a nutrire la pancia.
    Questa zuppa è decisamente solo per chi la sa apprezzare.
    Buonissima, talmente tanto che basta leggerla.

  3. piccolalayla ha scritto:

    mi è venuta l’acquolina in bocca … mando il link ad una mia amica che è patita di russia… chissa che nn sia la nostra prossima cena etnica! gnam gnam a presto lalla

  4. Giulia ha scritto:

    Mi dispiace che la tua esperienza in Russia non sia stata entusiasmante quanto sperassi. Poi mi racconti cosa hai visto e cosa hai fatto?
    Questa zuppa non solo riscalda l’anima e lo stomaco, ma anche fa alleviare il mal di testa post sbronza!

  5. Precisina ha scritto:

    @Rossella, sì sì passato tutto, grazie. e poi scusa, non ti ho ancora risposto dillà… meno male che sei in completo brodo di giuggiole amoroso.

    @cicho, sì ma dipende sempre da come leggi… caro il mio lettore affezionato ed empatico.

    @piccolalayla, patita di russia in che senso?

    @Giulia, non è un non-entusiasmo turistico, come dire, la piazza rossa di sera toglie il fiato, l’ermitage è uno spettacolo già dall’estreno (peccato per la coda tipo campi di concentramento, idem per il cremlino… ma come sono organizzati male però!)… però mi sono sentita lasciata fuori, al freddo e al gelo. non sapevo dell’effetto terapeutico… capirai, una settimana senza alcol causa influenza… ed io che volevo pure darci dentro di vodka.

  6. Federica ha scritto:

    Grazie Nadia per la lezione di oggi, io e Federica ne siamo state a parlare durante tutto il tempo trascorso insieme e mentre eravamo a pranzo e mentre eravamo all’ emporio delle spezie, grazie x la dritta!!!! Domani pesto di rucola!!!!!

  7. precisina ha scritto:

    Ma che dolci le mie belle studentesse.. grazie per questo strepitoso entusiasmo. E a presto. Nadia.

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