Ogni tanto sbraco. Nel senso che ci sono dei piatti assolutamente miei, sacri, da replicare con religiosa ossequianza. E’ la cucina dei ricordi, la memoria dei profumi e dei sapori. Ai fornelli, mi capita di mescolare un po’ le cose, di mettere insieme ispirazioni nate da un viaggio, una passeggiata, chiacchierando con la lavandaia… altre volte, sbraco. Cioè m’immergo e ridondo di quel che sono davvero. E allora cucino in modo autentico, con ingredienti che contraddistinguono indiscutibilmente un territorio, il mio, celebrando a latere la ritrovata voglia di cucinare il pesce anche se adesso vivo a Roma. La barca della paranza che arriva nel pomeriggio sembrava un capriccio da chiudere nel cassetto e invece no. Sono stata a Fiumicino con la socia-amica e siamo letteralmente rinate. Infreddolite e impazienti abbiamo atteso la barca, il menù per il nostro ristorantino didattico è stato deciso soltanto dopo. L’odore, le mani dei pescatori, un’esperienza bellissima e che mi serviva per ritrovare una parte di me. Quella che ha tanto da dare, ma che ha bisogno di sentirsi ripagata. Lo spreco non lo condivido, non lo capirò mai e non voglio farne parte. Va bene anche solo il tacito rispetto, quello che i pescatori nutrono per il mare. Nessuna pretesa, solo gratitudine incondizionata.
Paccheri con la ricciola e i pomodorini del piennolo
per 2 persone:
160 g di paccheri di Gragnano (i miei sono Pastificio Gentile)
180 g di ricciola
100 g di pomodorini del piennolo
1 spicchio d’aglio
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1/2 bicchiere di vino bianco secco
prezzemolo fresco
pepe nero
Tagliare a dadini la ricciola. Soffriggere, in una padella, l’aglio con l’olio, eliminare l’aglio e aggiungere i pomodorini a pezzetti. Unire anche la ricciola, sfumare con il vino e cuocere per qualche minuti. Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente e salata, scolarla al dente senza sgrondarla troppo dall’acqua di cottura, ma trasferendola, con un ragno, direttamente nella padella con la ricciola. Saltare velocemente il tutto, unendo anche i gambi più sottili del prezzemolo tagliati a rondelle, e lasciare che il fondo di cottura si amalgami bene alla pasta, addensandosi grazie al residuo di amido di cottura. Servire subito con una spolverata di pepe nero macinato al momento..






gennaio 22nd, 2013 at 22:42
Brava Nadia, fai sognare anche noi risolute, ma romantiche… Sia il racconto della vostra passeggiata ad attendere il pescato… Sia la tua pasta… Entrambe.
Grazie
gennaio 22nd, 2013 at 22:47
Romanticona!