Interagire con le persone è illuminante, nel bene e nel male. Interagire con le persone, parlando di cibo, è un’esperienza mistica. Ho fatto due conti veloci: ogni settimana, al Mind, tra corsi di finger food e dolci al cioccolato, interagisco con almeno 150 nuove persone… e sto imparando tantissimo. Io, certo… sto imparando soprattutto ad ascoltare. E sono diventata brava a dosare le mie energie, a lasciar fare e ormai sono certa che, ad esser vulcanici ed irruenti, non sempre ci si guadagna. Soprattutto se di mezzo ci sono interessi privati come la spesa settimanale e le sacrosante preferenze a tavola. Per cui, sto imparando ad essere meno irruente, meno saccente, parlo meno ed ascolto di più. Inutile parlarsi con due lingue diverse, invece butta fuori quello che hai da dire, ma fallo nella lingua di chi ti ascolta. Se ci tieni ad essere ascoltato, “devi prenderle la mano e poi portarla dove vuoi“, queste parole le conservo nel cuore così come la persona speciale che me le ripeteva anni fa… quanto sono vere. E quante soddisfazioni riesco a tirar fuori ogni giorno dalle mie piccole vittorie sul campo. Il consumo (di cibo) sempre più consapevole, per me è stata una piccola grande sfida. Impostare un corso di cucina senza prescindere da ogni singolo ingrediente utilizzato… bellissimo è accorgersi che tantissime persone si aspettavano esattamente questo. Serviva forse a qualcuno una mera esecutrice di ricette pescate sul web? Ne dubito! Se posso rompere le scatole su quello che inconsapevolmente infiliamo nel carrello della spesa, ecco, allora credo che in tal caso un corso di cucina possa trasformarsi in ben altro. E di mezzo ci va la qualità. Dò tutta me stessa, ma unitamente raccolgo informazioni, nuovi spunti, ascolto loro e mi rinnovo continuamente. Grazie alle domande più o meno tecniche, a quelle che loro definiscono ’stupide e magari non c’entra’… nessuna domanda è stupida e tutto c’entra, in un modo o nell’altro. Perché se perdi di vista l’interlocutore, hai chiuso prima d’iniziare.
E se ti chiedono ’scusi, ma volendo fare un dolce light?’ e tu normalmente parti con la storia che i dolci light non esistono, che si usa il burro e non voglio sentire alternative… per fortuna arriva il punto in cui torni a casa. Cioè la calma, il silenzio mentale e le luci spente. E immagini che forse un trucchetto potresti pure inventartelo. Perché i trucchetti sono tutto nella vita in cucina… e quindi questa sofficissima torta è il mio regalo del lunedì.
Mele grattugiate per risparmiare una dose di burro e non perderci in morbidezza ed umidità. Anice stellato perché sprigiona un profumo irresistibile che con le mele ci sta benissimo (e ci siamo pure un po’ rotti della solita cannella). Mele che nel mio caso sono annurche perché si sarà capito, sono troppo, troppo romantica. E torta perché chi dice che con i dolci dò il meglio di me, forse dice il vero.
Torta di mele grattugiate e anice stellato
per una tortiera da 24 cm di diametro:
200 g di farina 00
50 g di farina di farro
100 g di zucchero di canna
3 uova medie
50 g di burro fuso
50 g di gherigli di noci frullati
5 mele di media grandezza
1 pezzetto di anice stellato
un pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per dolci
burro e pangrattato per lo stampo
zucchero di canna e noci per decorare
Montare le uova con lo zucchero ed il sale per almeno dieci minuti: dovete ottenere un composto gonfio e spumoso. Continuando a montare unite il burro, due mele sbucciate e grattugiate, le noci, le farine setacciate con il lievito e l’anice stellato finemente grattugiato al momento. Amalgamate bene e versate nello stampo già imburrato e spolverato con il pangrattato. Sbucciate le altre mele, tagliatele a fettine eliminando torsolo e semi ed inseritele nell’impasto. Spargete noci spezzettate e zucchero di canna sulla superficie del dolce e cuocete a 180 gradi per 30 minuti.





febbraio 27th, 2012 at 15:32
Questa la rifaccio. GIURO.
La Farina di Farro l’hai messa per dare un tocco rustico? come per lo zucchero? O c’entra il bilancio del glutine?
febbraio 27th, 2012 at 15:54
Il detto che i contrari sono l’armonia è vero allora: una acida che da il meglio di se con i dolci.
Hahahahahaha scherzoooooo: ottima l’idea delle mele grattugiate ! :-D
P.s.: comunque alle porzioni finger food io preferisco le hand food :-))))
febbraio 27th, 2012 at 16:12
amarituda, il farro sa di noci e quindi giusto per enfatizzare le mie stranote passioni… lo zucchero di canna rustico assai e invece il bilancio del glutine non fa per me. baci.
jacopo, e fatte n’altra risata, no?!
febbraio 27th, 2012 at 21:15
Mi ispirava gia’ dal titolo!
Da provare …dopo che ho scovato la farina di farro :-)
febbraio 28th, 2012 at 09:36
Ehi che piacere rileggerti.
febbraio 28th, 2012 at 11:20
Allora…. farina di farro: la tengo – zucchero di canna: lo tengo – noci: le tengo –
questa la faccio, giuro!… E alla creatura che non puo’ mangiare ne’ uovo, ne’ burro daremo un po’ di nutella vegana fatta dalla provvida collega che sono riuscita a convincere…. E dovrò soccombere pure all’anice stellato che non ho mai usato… e poi ti faro’ sapere….
Oh passa quando vuoi eh, visto che non ci incontriamo piu’!!!! Raffa
febbraio 28th, 2012 at 16:03
No chef dimmi che “non” ti stai convertendo al light…
Senti ma la si può lucidare sopra… :-)
febbraio 28th, 2012 at 19:46
Ciao Precisina! Domenica scorsa sn stata ad una tua lezione di finger food e ti ho visto inorridire per una margherina al posto del burro, e sn stata d’accordo con te perchè penso che il gusto di mangiare è una cosa sublime che nessuno può togliermi!Light poi nn so nemmeno cosa significhi…
Ti ringrazio per la lezione ,ho già fatto i grissini e sn stati apprezzati da mio marito emia figlia.A domenicaprossima
febbraio 29th, 2012 at 11:35
Nadia, stavo leggendo il tuo post e sono arrivata all’inizio degli ingredienti, ma mi sono fermata.. voglio lasciare un commento tutto per te, so già che appena leggerò la ricetta la troverò meravigliosa, ma per quello che hai scritto prima.. volevo dirti grazie :)
perchè sei riuscita a prendermi la mano e perchè sento che ci metti te stessa, ed è bello, leggendoti mi stavo (quasi?) commuovendo :)
e quindi grazie di tutto, sono davvero contenta di averti conosciuto, mi hai arricchito tantissimo ^______^
Bacio, a presto. :)
(e ora vado a leggere la ricettaaaaaaaaaaaa)
febbraio 29th, 2012 at 11:41
oh :D letta :D partirò alla ricerca della farina di farro e dell’anice stellato, e sarà in cima alla lista delle torte che voglio fare!!!
sai che non sapevo dello stampo da spolverare col pangrattato? ho sempre fatto con la farina!
febbraio 29th, 2012 at 18:12
L’impatto che la prof ha sui suoi studenti si misura a distanza anche di mesi,
ho già rischiato un paio di amicizie per aver criticato in modo troppo acceso la loro scelta degli ingredienti di base per preparare una cena,
criticato ciambelloni fatti con qualsiasi cosa che non fosse burro e al secondo corso a cui ho partecipato,
mi ero preparato come per un esame universitario su vita, morte e miracoli delle etichette delle uova,
perchè se mai avesse chiesto ancora ai suoi studenti, avrei dovuto conoscere perfettamente la risposta.
Un semplice Blog di cucina non sarebbe servito a nulla, una vista su una precisina in cucina cambia tutto!
febbraio 29th, 2012 at 20:09
@Raffaella… ok passo, oltretutto quando cucinano gli altri mi piace pure di più. E la mia tortina di mele sulla tavola altrui, è emozionante e morboso insieme. Bacio forte.
@Roberto, lucidare? Veramente io pensavo più a qualcosa tipo caramelle toffee squagliate sopra… ma è una maniera elegante per dire che è brutta e meschina?! Guarda che ti depenno dal cerchio della fiducia.
@Francesca, grazie! Per me è importantissimo leggervi soprattutto col senno di poi, anche a freddo insomma. Grazie davvero e a prestissimo.
@Gaia, quindi ho toccato le corde giuste? Dev’essere il nostro momento empatico e comunque sia grazie. Mi state facendo sentire così bene… mi sa che non smetto.
@Cicho, mio dio.. ma davvero? Guarda che ti avrei voluto bene lo stesso, a proposito.. questo finisce tra i tuoi messaggi più belli. Grazie.
P.S. cumulativo… ma quante volte vi avrò riletto? L’ho già detto? Grazie!!!
marzo 2nd, 2012 at 20:25
Nadia, e’ una bomba questa torta….la lista degli ingredienti non finiva mai!!! Sabato prox ci si rivede pero non e’ che ora lasci parlare troppo gli altri????le tue pillole culinarie meritano del tempo da precisina!!!!!!;-) federica
marzo 4th, 2012 at 15:47
dove trovo l’anice stellato?
marzo 5th, 2012 at 15:25
@Federica, ahahahah no no tranquilla…ho ancora un po’ di pillole da dispensare, mi fa molto piacere rivederti.
@Anna Maria, erboristerie fornite, mercatini etnici… tu dove hai guardato?
marzo 7th, 2012 at 15:11
nei supermercati, da naturasi
sono la mamma di Claudio
entusiasta!!!!
ha fatto i suoi primi tartufini al cioccolato e li ha portati anche all’università per gli amici.
marzo 7th, 2012 at 18:49
cara anna maria, ti avevo già inquadrata per via dell’anice stellato… claudio mi aveva già preallertata sull’argomento.
ma scusa, e se passassi al Mind? mi avvisi prima e te ne porto una dose!
oppure… ci sarai all’evento sulle patate? giuro, te ne porto un po’ più che volentieri… ne ho fatto scorta al gran bazar di istanbul e come al solito mi sò fatta prendere…
diciamo che non ci faccio propriamente colazione, per cui… fammi sapere!
altrimenti, un giretto all’emporio delle spezie di via luca della robbia?
tu e claudio siete carinissimi, troppo simpatici e azzecatissimi come mamma e figlio! mi ha fatto troppo piacere conoscervi. bacione.
nadia
marzo 19th, 2012 at 17:10
Ciao Nadia :D :D
ieri mi sono dedicata un pomeriggio di coccole facendo questa torta :) buona, buonissima :) :)
ho messo i semini di anice (quelli ho trovato :D), avrò sicuramente perso in profumo.. però il sapore si sente :)
ho una domanda però :)
come dovrebbe essere la consistenza? mi è uscita un pochino compatta, e anche l’impasto, mentre lo versavo sullo stampo, sembrava già ’sodo’.
una cosa che ho notato è stato che ho frullato forse troppo le noci, e sono uscite fuori quasi a mo’ di farina.. quindi forse la parte secca è stata troppa rispetto ai liquidi..?
Oppure va bene che questa versione venga compatta, e non sofficiosa?
Grazieee ^______^
Bacio bacio, Gaia
marzo 20th, 2012 at 08:58
Ciao Gaia… beh no. Era una torta morbidissima, sofficiosa al massimo… benissimo per la farina di noci, considera che le noci sono ricche di oli essenziali quindi aggiungono umidità, non secchezza… dovresti darmi le dosi però. Bacio.
marzo 26th, 2012 at 13:18
Mmm il desiderato era di seguire le tue dosi :)
Forse ho sbagliato qualcosa senza rendermene conto.. La rifarò stando attentissssssima e seguendo alla lettera, allora ;) Ti farò sapere poi :D
Grazie, bacio :)
marzo 26th, 2012 at 14:50
Sii precisa, Gaia… ma insomma!
Bacio a te, grande però.
marzo 27th, 2012 at 10:40
Giusto, è importante! E’ o non è la Via della Precisina? :D
Psss: ieri sera ho fatto i Chocolate Crinkles, mmm lì sì, sono stata Precisina e sono buonissimi! :D :D
Pssssss: ieri sera ero con un’amica.. quando ho aperto l’ovetto biologico, col tuorlo chiaro chiaro, ha detto ‘Oooooh è vero, guarda com’è diverso!!!!’ ..ovviamente già l’avevo riempita di definizioni e numeretti da guardare sulle uova :D
..e mi sa che ne abbiamo una in più ;)
Baciotto grande anche a te. :)
marzo 27th, 2012 at 16:04
…e quelli sono veramente mmmmmmm… golosona!!!