La quint’essenza della torta rustica. Secca, quando secco non è propriamente un difetto, ma solo non umido e cremoso. Molto torta di casa, congeniale a colazioni e merende tutto sommato sane (uhm, il peccaminoso c’è, ma non si vede). E magari fa poco dessert, quando dessert è golosa e rapida sofficità da servire dopo pasto… e quindi, ancora una volta, siamo alle solite! Nonostante le mie perenni classificazioni mentali, sono certa che finirei per propinarla anche a cena. Perché, se posso scegliere, non scelgo mai le golose e rapide sofficità… e poi perché schematizzo, ma non tollero gli schemi. E questa, al momento, è la contraddizione in termini che più m’identifica e spaventa. C’è da dire che, evviva dio, non sono sola nell’universo di appassionati di torte secche e sincere (anche per il dopo pasto, sic). In altre parole: dedicato a chi storce il naso alle anse di mousse e si dirige verso concrete briciole di pasta frolla o altro. Che vada cercando concretezza nel cibo? Mah, me lo sto chiedendo mentre scrivo.
Scrivo con tutta l’accuratezza che l’argomento richiede perché finalmente è domenica. Ed io adoro la domenica mattina… c’è stato il tempo in cui vivevo per il venerdì sera (perché amo tutte le vigilie possibili e immaginabili), ma poi è arrivato il vorticoso tempo di adesso. Ormai ho imparato che è bellissimo godersi la domenica anche se fuori è già lunedì, ma può succedere che i due calendari coincidano e allora godi della lentezza senza senso di colpa alcuno. La domenica come da calendario autorizza a restare in accappatoio e asciugamani in testa fino a mezzogiorno, raccontando semplicemente di una torta di farro… ah già, il farro.
Non che ce ne sia, poi, così tanto. Temevo per la lievitazione e la morbidezza finale e quindi ho dosato. Ma il farro è come quelle persone rare ed eccezionali, quelle che hanno il dono della sintesi non solo verbale. Quelle il cui poco è talmente ben espresso e percepito che quasi non riesci a vedere altro. Risultato: il farro sarà anche poco, ma riesce a caratterizzare nettamente la torta. Dirottandola verso la categoria del molto rustico quasi integrale… e lasciatemelo dire… che gioia! E poi la farina di farro sa di noce, ridondante come non mai ho enfatizzato con una valanga di gherigli di noce sparsi sulla superficie bruna… e devo ricordarmi finché campo che la prugna secca diventa la vera chicca irrinunciabile. L’angolo fresco e masticoso (?) incastonato tra le briciole che tendono pure un po’ a sfarinare… se non s’era capito, la mia torta preferita di adesso.
Torta di farro, prugne secche e noci
per uno stampo da 24 cm di diametro:
4 uova
200 g di zucchero di canna
150 g di olio di semi di girasole
1 vasetto di yogurt intero
250 g di farina 00, setacciata
50 g di farina di farro, setacciata
una bustina di lievito per dolci, setacciata
la buccia grattugiata di un limone
una decina di prugne secche di buona qualità
una manciata di gherigli di noci
un pizzico di sale
zucchero di canna per la superficie
burro e farina per lo stampo
Montare uova, zucchero e sale per almeno dieci minuti. Continuando a montare, unire anche l’olio e lo yogurt. Quindi, incorporare le farine mescolate al lievito e la buccia del limone. Versare nello stampo già imburrato e infarinato ed inserire le prugne tagliate a metà (se non lo sono già, ricordarsi ovviamente di denocciolarle). Completare con le noci spezzettate e spolverare la superficie con poco zucchero di canna. Cuocere in forno già caldo a 180 gradi per mezz’ora circa (fate la prova stecchino: inseritelo al centro della torta cotta e controllate che ne esca pulito).






novembre 27th, 2011 at 14:07
Amo queste torte concrete!
novembre 27th, 2011 at 15:20
E io amo il modo in cui hai descritto questa rustica torta! Me l’hai quasi fatta assaporare!!! Quasi…
novembre 27th, 2011 at 16:19
Max, sapevo di stanarti.. siamo in due. E poi smettila di darmi buca ogni volta che faccio un invito a casa!!!
Alessandra, grazie! Per tutto il resto c’è la ricetta, tra l’altro veramente semplicesemplice. Baci.
novembre 28th, 2011 at 16:20
Una bella ricetta e una bella descrizione. “il farro è come quelle persone rare ed eccezionali, quelle che hanno il dono della sintesi non solo verbale” mi fa impazzire, sembra così vero.
novembre 28th, 2011 at 19:34
Rox, ti sarai mica riconosciuta?!
novembre 30th, 2011 at 09:30
[...] Torta di farro, prugne secche e noci [...]