Eventi Pastiferi, Radisson Hotel, Roma

Sottotitolo, uno strepitoso Pastificio Gentile! Per quanto mi riguarda, finalmente approcciato da vicino per discutere sui perché di una tradizione indiscutibile, forse invincibile: pasta di Gragnano, quella vera. Al tavolo, seduto accanto a me, un rappresentante dell’azienda che, in barba alle cariche commerciali che parlanoparlano, ma poi finisce che non ci senti il cuore, era un Mr. Gentile in carne ed ossa (vabbé, a fine serata era già Mr. Pacchero Gentile, ma solo per colpa di una sana ilarità da vino).

Pastaio di terza generazione, disponibile a raccontare, ma anche a sentire dagli altri. Anzi, direi soprattutto quello. Nell’era in cui tutti straparlano, senza che nessuno l’abbia preventivamente richiesto, avvolti dai fumi e profumi del loro stratosferico ego… Mr Gentile viene e, molto umilmente, ascolta. Emozionante sentire da lui di formati e trafilature… e di come, al volo, ti riconosce una mezza manica taroccata (pazzesco, come per le Louis Vuitton).  Ed è stato carino raccontargli di twitter, facebook, delle loro incredibili potenzialità… per poi scoprire che sono realtà a loro sconosciute e, a questo punto, andate avanti così. Focus sul prodotto, non sul clamore che suscita. O meglio, nessuna importanza per il clamore mediatico, ma solo per un sacrosanto clamore a tavola. Commenti fragorosi e divertiti quelli di ieri sera. La pasta non è in discussione, veramente al top della forma. Abbiamo assaggiato pasta mista (anzi, ammiscata), candele, scialatielli e paccheri: ricette ed esecuzioni a parte (non ho adorato la pasta e fagioli, ma mi ha intrigato tantissimo l’organo di candele), evidentissima la tenuta sempre perfetta anche dopo diverse forme di cottura… forno, frittura… mai una defaillance. Fino ad arrivare al dolce e cioè ancora pasta, in versione fritta. Per fare il verso al cannolo, per creare un croccante involucro in cui inserire ricotta e salsa di pistacchi… inutile tentennare, da mangiarsi golosamente con le mani. Punto.

Ero ad un tavolo evidentemente privilegiato, con noi anche il deus ex machina dei vini Principe Pallavicini (da parte mia, applausi per la scelta di privilegiare il territorio… inutile andar lontano se in casa potevano già giocarsela alla grande)… e per il resto, una mare di chiacchiere in libertà. La parte più bella della serata: food blogger, giornalisti, editori e non solo… il momento topico è stato quando si è preso a discutere dell’immagine uomo-donna ai fornelli. Partendo da un certo divismo che ultimamente aleggia intorno alla figura di chef e dintorni, la conclusione è stata che l’uomo ai fornelli, molto alchemico e scenografico, esercita una potente carica erotica agli occhi della donna che osserva. Il commento è stato anche: lo chef lo sa e magari un po’ se ne approfitta. Ogni riferimento al nostro Marco Coppola di ieri sera, ovviamente, è solo casuale. Con tutta la simpatia e l’ironia del caso, qui prima di tutto ci si diverte. La donna invece, per dimostrare di essere all’altezza, di riuscire a fare bene (come l’uomo, più dell’uomo), con mente lucida e fredda (qualità che se per caso qualcuno le ha viste, beh, magari me lo faccia sapere) diventa estremamente teutonica, tutta d’un pezzo (parola di Giulia di saitenereunsegreto, un incontro inaspettato e piacevolissimo). E quindi, il verdetto finale è stato che la donna chef proprio nun je la fa, non acchiappa. E quindi pace.

Si discuteva di questo e di molto altro, mi sono piaciuti tantissimo gli allestimenti a tavola di Ivana Carmen Mottola e ci si interrogava sul prossimo giro di boa firmato quel pazzo scatenato di Carlo Vischi, ideatore della serata. Lui che ha tutta l’aria di voler metter su un harem di spigliate e avvenenti food blogger… ma sempre con tutta la simpatia e l’ironia di cui prima.

Grazie.

Il menu:

- Pasta mista con fagioli, cozze e Pendoli del Vesuvio (con Mr Gentile mi sono divertita non poco quando qualcuno chiedeva “scusi, ma cosa sono i Pendoli?”).

- Organo di candele con crema di Bufala campana, gamberone e colatura di alici di Cetara.

- Scialatielli con cozze, vongole, spigola confit e pomodori canditi.

- Paccheri fritti, farciti con mousse di ricotta e salsa al pistacchio

Scritto da Precisina in Eventi

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7 Commenti in “Eventi Pastiferi, Radisson Hotel, Roma”

  1. cicho77 ha scritto:

    wow, foto magnifiche, confermo che l’organo anche solo a vederlo fa venire l’acquolina in bocca, così come il cannolo di pasta, ma che cos’è il lingotto rosso nelle foto? E’ stupendo!! Dicci che era una crema di pomodoro e quella specie di termometro aveva dentro un pesto di basilico…o qualcosa del genere! Argomento uomo-donna chef molto delicato, sembra che l’uomo debba fare il figo e la donna per avere successo deve non essere proprio “professionista”…valle a capire ste differenze tra la gente!

  2. precisina ha scritto:

    Bello sì, un po’ salato.. vabbe’ dai, lì più scena che altro, era un entree. Il meglio veniva dopo.. cmq sì, provetta faidate di salsa al basilico. Sull’uomo-donna, io sarei d’accordissimo con Giulia.

  3. verdecardamomo ha scritto:

    mi sembra di vedere una mano familiare????..bel reportage …

  4. Precisina ha scritto:

    Claudia, adoro questo nostro essere morbose.

  5. alberto zampino ha scritto:

    cara Nadia, ciao. volevo ringraziarti di cuore per le belle parole che hai riservato a me e alla mia azienda dopo la piacevole serata trascorsa a Roma. spero di poterti incontrare nuovamente e condividere serate di spessore qualitativo cme quella di Roma.un caro saluto. Alberto

  6. Precisina ha scritto:

    Ciao Alberto, che bella sorpresa!

  7. Vita da precisina » Quando la pasta è Gentile ha scritto:

    [...] fin dal primo momento. E quando due di noi s’incontrano in terra straniera (Roma, ad Eventi Pastiferi di Carlo Vischi) umanamente s’indovinano al volo, senza troppe chiacchiere a latere. [...]

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