Cous Cous. Ancora una volta ho lottato, mi ci sono aggrappata con le unghie e con i denti, ma solo perché detesto i paletti, i partiti presi e le limitazioni a tavola… evviva (e benedetti) i sacrosanti gusti personali, le non opinabili preferenze a livello gustativo… ma i blocchi tout court no, non li ammetto. E se non la piantate di scartavetrare il piatto in cui mangiate, spostando sui bordi tutti gli ingredienti sospetti… giuro… non v’invito più! :)) Detto questo, avevo sinceramente il blocco del cous cous, ecco, mò l’ho detto. Molto defilippianamente parlando, se me lo chiedevano, rispondevo che “a me nun me piace o’ cous cous”… ovviamente sbagliavo. Palesissimo partito preso visto che non c’avevo fatto amicizia davvero, non avevo colto i suoi bisogni di povero cous cous bisognoso di cremine avvolgenti e coccolose, lasciavo comandare lui, condendolo con idee completamente slegate le une dalle altre. Ma meno male che c’è sempre il lieto fine… finalmente, un bel giorno è successo. L’iter storico prevede che ci penso, ci ripenso, ascolto gli altri in silenzio e immagino più o meno quello che vorrei. Senza preavviso mi sveglio, ma in realtà sono in trance da cucinamenti, e so che è arrivato il momento verità. E allora mi ci dedico con tutta la passione che ho in corpo… viste le temperature, ho pensato ai legumi e alla carne, ovviamente rifacendomi ad una fortissima tradizione marocchina… signori, vi presento il mio couscous della riconciliazione. Fagioli in crema e non, scalogno e salsiccia di quella buona. Senza dimenticare il prezzemolo, anche se devo assolutamente ricordarmi di provare col rosmarino. E visto che stiamo studiando tanto, ogni tanto ci ricordiamo pure di farne un piccolo e modestissimo vanto… consigliatissimo l’abbianamento con il Trioni Bianco Badagoni del 2008. Georgiano, pieno di fresca personalità, se non lo conoscete, fateci un serissimo pensierino. Soprattutto, se anche voi avete da fare due conti esistenziali col cous cous, come dicono su al nord… è la morte sua. :))
Come si prepara:
fate rinvenire il cous cous (precotto) versandolo direttamente in una ciotola capiente, conditelo con due cucchiai d’olio extravergine d’oliva e sgranate bene i chicchi con una forchetta; coprite con acqua fredda e mescolate fino al suo completo assorbimento; lasciate riposare per mezz’ora, quindi sgranate nuovamente i chicchi e condite con un altro cucchiaio d’olio. Salate ed incorporate i restanti 80 g di acqua; lasciate riposare ancora mezz’ora e sgranate nuovamente i chicchi. In una casseruola, preparate un soffritto con un generoso giro d’olio extravergine d’oliva ed uno scalogno tagliato a fettine sottili. Unite i fagioli già lessati (ho utilizzato i borlotti) e fate insaporire bene. Allungate con un mestolo di brodo ben caldo e frullate con un minipimer fino ad ottenere una purea di media densità. Correggete di sale e pepe. In una padella antiaderente, sbriciolate la salsiccia e saltatela velocemente con un filo d’olio. Versate tutto sul cous cous: mescolate bene con la purea, la salsiccia, unite anche un finissimo trito di prezzemolo fresco ed una manciata di fagioli interi (ovviamente già lessati). Servite caldo con un giro d’olio a crudo, una macinata di pepe nero e qualche scaglietta di pecorino stagionato.






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