Studi, t’informi e pensi di saperne vita, morte e miracoli. Prenoti un aereo per New York City, ti accendi all’idea che, tra le varie cose, ti ritroverai seduta con tanto di original cheese cake davanti… e poi scopri che, lì, la fanno preferibilmente senza base (di biscotti tritati e amalgamati con il burro fuso). E quindi mi starei chiedendo perché dannarci l’anima con la storia dell’imprescindibile McVitie’s semi-integrale, leggermente salato, sostituibile con niente e nessuno… quando poi non è affatto una questione di vita o di morte, insomma. Perché far passare con forza una tradizione che invece non c’è? E questi sono i grandi misteri del tipico, del tipico esportato… sto pensando ad un serie di paste e sughi famosissimi all’estero, spacciati per made in Italy 100%, ma assolutamente sconosciuti dalle nostre parti. Più elevate ragioni commerciali? :)) Vabbé, senza andare troppo per le lunghe (che in fondo, qui, è solo questione di un biscotto che non c’è:)), concentriamoci sulla ricetta. Nemmeno a dirlo, m-e-r-i-t-a! Alleggerita della questione base-burrosa conta meno calorie di un cheese cake ‘normale’, ma se pensate che sia light per questo, beh, basta crederci. Come in tutto nella vita, no?! :)) Ieri, al DiVino, mi si chiedeva se c’era un dolce light?”. Ma certo, si chiama “no-grazie-io-il-dolce-lo-salto”. E visto che erano quasi le due di notte ed una certa stanchezza s’impossessava della mia anima forse più che del mio corpo… ho pensato di aggiungerci la manfrina delirante sulla questione che i dolci non sono un ammasso di fredde calorie da bruciare in palestra. I dolce sono soprattutto gioia. In piccole quantità, nel momento giusto e con il giusto dirimpettaio di tavolo… un cucchiaino tu, un cucchiaino io. E chiudo con la questione estetica: questo è un dolce che notoriamente implode. Raffreddandosi, perde un paio di centimetri nella parte centrale, si abbassa e crea l’effetto cornicione. Fichissima, amatela così com’è perché, manina sul cuore, è il vestino suo. ;))
Cheese cake al lime (senza glutine)
stampo apribile da 24 cm di diametro:
700 g di philadelphia (o simile)
200 g di zucchero
1 cucchiaio di maizena
1 lime
80 ml di panna fresca
4 uova
un pizzico di sale
Lavorare formaggio, zucchero e sale fino ad ottenere una crema liscia. Aggiungere il succo e la buccia grattugiata del lime, la panna e, quindi, le uova (una alla volta). Mescolare bene e versare nello stampo già imburrato e cospraso di pangrattato. Infornare a 170° per un’ora, deve risultare rappreso e con la superficie dorata. Lasciar raffreddare completamente e conservare in frigorifero per una notte intera prima di servire.






giugno 26th, 2011 at 12:30
E’ vero!! Qui a Dublino la vera “american cheesecake”è senza base mentre la “cheesecake” è con la base :D
giugno 26th, 2011 at 12:47
;-D “no-grazie-io-il-dolce-lo-salto” è bellissima!!!! a me capita spesso di farle senza base, quando non ho voglia di starci troppo dietro, e cmq mi piace lo stesso!!! ciao! ;-)
giugno 26th, 2011 at 14:58
@Veru: ;)) …già mi aspettavo il massacro! baci.
@Lisa: :)) a me credo sia piaciuta addorittura di più. nostante sia una pasta frollara impenitente… qui non ho sentito la mancanza dello sgranocchio burroso, boh… ti godi la crema di formaggio senza se. :))))
giugno 26th, 2011 at 18:27
fino adesso le ho sempre fatte con quella base molto burrosa e visto che alle tentazioni non resisto anche se ipercaloriche le cheese cake soprattutto d’estate le adoro.
ottima questa tua proposta e fresca con il lime!
giugno 27th, 2011 at 09:59
non la so fare…..non me la fanno….uffa, va invertita questa tendenza…..mi hai fatto pensare ad un vecchio articolo che avevo letto sulla pasta più diffusa in america e si parlava degli spaghetti con le polpettine condimento “tipico” di…….NESSUNO qui in Italia, eppure così diffuso tanto da essere confermato nella scena romantica in ristorante italiano stereotipato di lilli e il vagabondo….(giusto per riprendere il tuo cucchiaino io cucchiaino tu che APPROVO in pieno)
giugno 27th, 2011 at 20:37
lucy: ma noi l’ipercalorico ci piace, mannaggia. :))
cicho: non lo so fare… non esiste. lilli e il vagabondo (e le polpettine eretiche) li ho adorati, quante volte l’avrò visto? :))