Cheese Coconut Cakes


Una cosa del genere ricordo di averla assaggiata in quel di Miami, 4 anni fa, era un ristorante cubano (ovvio) dove potevi scegliere tra una miriade di “piatti unici” dalle proporzioni esagerate (ovvio), quelli che prevedono tutti i macronutrienti suddivisi ai quattro angoli del piatto-ne … e si pagava pochissimo, ma davvero poco, dessert incluso!

Che vacanza! Arriviamo completamente intontiti dal jetlake … per quanto mi riguarda, le 10 ore di volo non sono state propriamente una passeggiata, sono notoriamente insofferente (ma ci sto lavorando) … prendiamo possesso della nostra camera, ci fiondiamo a letto come due zombie ma …. ATTENTION ATTENTION … l’hotel decide che sia giunta l’ora per una divertente simulazione antincendio!!! Tutti in strada nel cuore della notte come tanti cretini…oddio, ma poi non so se era notte…sono stati giorni in cui il ritmo biologico è andato a farsi friggere!!!

Secondo giorno: amore, ma quest’ oceano è caldissimo, torbido, troppo agitato… oh no … sta arrivando l’uragano Charly, l’albergo dev’ essere evacuato, ci dicono che possiamo scegliere di andare nei rifugi di fortuna approntati per l’ occasione … oppure di fare armi e bagagli e trasferirci sull’altro lato della costa. Noi, facciamo armi e bagagli!!!

Il resto, lo ricordo come un continuo scorazzare in auto attraverso gli everglades, sotto gli occhi vigili ed inquietanti di quegli enormi alligatori … avete visto CSI Miami?!
Poi, splendide passeggiate di prima mattina o in tarda sera sulle tipicissime spiagge luuunghe, lunghissime, con tanto di grattacieli annessi (peccato), le uova delle tartarughe che si schiudono e tutte quelle piccole tartarughine che s’ affrettano a correre in mare, i delfini del Seaquarium, il tipo losco fermato dalla polizia, fatto accomodare al suolo ed ammanettato ad un palo della luce … quanto avremmo voluto provare l’ebbrezza di essere lampeggiati dalla macchina della polizia, di dover accostare ed aspettare che il poliziotto, tipicissimo anche lui, s’ avvicinasse allo sportello dell’ auto con fare intimidatorio … ma ce la siamo persa sta’ cosa!!!

E ancora, ricordo un continuo affondare cucchiaini nelle morbide cheese cake, assaggiate un po’ in tutte le salse, così per ammazzare il tempo… e quel mio continuo ridere, indicare e spalancare la bocca di fronte all’ enormità, all’ esagerazione di questo popolo che, meraviglia della meraviglie, era esattamente come l’avevo immaginato …io che, divoratrice incallita d’ ogni sorta di telefilm made in USA, ero andata lì davvero preparatissima!!!

E c’ erano proprio tutti, la poliziotta di colore un po’ in carne, con la divisa stretta, strettissima che implora pietà, l’americano-cubano che gira col macchinone nerissimo, rombante, con autoradio a palla obbligatoria … un quadretto che definirlo kitsch è un eufemismo nel vero senso della parola! E c’era la famigliola in stile Jefferson, quella in stile Robinson … c’erano tutti, tutti!!!

Ed ora, aspetto di vedere New York!!!

Cheese Coconut Cakes
(tortine al formaggio, con cocco e arachidi)

400 gr di formaggio cremoso (tipo philadeplhia)
250 grd i zucchero a velo vanigliato
100 gr di arachidi tostate (non salate)
100 gr di cocco grattuggiato
50 gr di cacao amaro
Per la copertura:
q.b. cacao amaro

Tritare le noccioline molto finemente.
Lavorare il formaggio con lo zucchero a velo, unire tutti gli altri ingredienti ed amalgamare bene il composto. Stenderlo su di un foglio di carta da forno, coprire con del cacao amaro setacciato e lasciar rassodare in frigorifero per almeno 4 ore.
Porzionare, quindi, il composto in modo da ottenere delle tortine quadrate e conservare in frigo fino al momento di servire.

P.S. anche questa ricettina farà parte della golossissima raccolta di Muvara!!!

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